Il più criminale

Inter multos siquidem eorundem criminum reos, nullus est criminosior quam qui se non putat criminosum.

In una massa di individui colpevoli dei medesimi delitti, nessuno è più criminale di chi non si reputa tale.

Salviano di Marsiglia, De Gubernatione Dei 4, 12.56

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Arrabbiarsi

sun-tzu

Non ti arrabbiare, fatti giustizia.

SUN TZU, L’arte della guerra

Bookaholic

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Colleziono nuovi libri allo stesso modo in cui le mie amiche comprano borse firmate. A volte mi basta sapere di averli e non mi pongo il problema se riuscirò a leggerli. Non che alla fine non li legga tutti, a uno a uno. Lo faccio. Ma il solo gesto di comprarli mi rende felice: la vita diventa più promettente, più appagante. È difficile da spiegare, ma io mi sento, in un certo senso, più ottimista. Tutta la trafila dell’acquisto mi mette allegria.

Jennifer Kaufman e Karen Mack, Libri e Amori a Los Angeles, pp. 22-23, Mondadori 2007

La fuga

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Tutte le storie più belle del mondo in realtà non sono altro che una sola storia, quella della fuga. È l’unica cosa che interessa tutti noi e in ogni momento: come fuggire.

Arthur Christopher Benson (1862-1925)

Coltivare troppe aspettative fa male?

https://i2.wp.com/imblog.aufeminin.com/blog/D20090504/308816_323814034_attendere-l-impossibile_H133702_L.jpgVivi senza aspettative. Affrontare la vita con aspettative porta inevitabilmente alla frustrazione, sempre e comunque. L’aspettativa è la causa alla radice della frustrazione. Solo se ti muovi senza aspettative, troverai qualcosa; altrimenti la tua mente pretenderà sempre qualcosa, si aspetterà sempre qualcosa: “Questo dovrebbe essere così, e quello dovrebbe essere cosà”. E nel mondo nessuno deve in alcun modo, corrispondere a ciò che tu pretendi, esigi, consideri giusto.

Osho

Leggere è protestare contro le ingiustizie della vita

Mario Vargas Llosa Receives 'Man of The Year 2011 Award' At Vanity Fair Party

Mario Vargas Llosa Receives ‘Man of The Year 2011 Award’ At Vanity Fair Party

Così come scrivere, leggere è protestare contro le ingiustizie della vita. Chi cerca nella finzione ciò che non ha, dice, senza la necessità di dirlo, e senza neppure saperlo, che la vita così com’è non è sufficiente a soddisfare la nostra sete di assoluto, fondamento della condizione umana, e che dovrebbe essere migliore. Inventiamo storie per poter vivere in qualche modo le molte vite che vorremmo avere quando invece ne abbiamo a disposizione una sola.

La letteratura è una rappresentazione fallace della vita che, tuttavia ci aiuta a capirla meglio, a orientarci in quel labirinto in cui nasciamo, viviamo e moriamo. Essa ci risarcisce delle disgrazie e delle frustrazioni che la vera vita ci infligge, e grazie a essa riusciamo a decifrare, per lo meno parzialmente, quel geroglifico che è l’esistenza per la maggior parte degli esseri umani, soprattutto per noi che coltiviamo più dubbi che certezze, e confessiamo la nostra perplessità rispetto ad argomenti come la trascendenza, il destino individuale e collettivo, l’anima, il senso o il non-senso della storia, tutto ciò che è più vicino o più lontano rispetto alla conoscenza razionale.

Mario Vargas Llosa, Elogio della letteratura e della finzione, pp.7 e 30, Einaudi 2010